«Tutto per amore! Questo è il cammino della felicità»

Amare e servire Dio attraverso il lavoro, adottare uno stile di vita coerente con la fede nella quotidianità, lavorare secondo lo spirito di Cristo, svolgere i propri compiti per la gloria di Dio e per servire gli altri, trasferire lo spirito del Vangelo in ogni attività e nell’ambiente in cui si vive. Questo il messaggio e l’impegno più profondo che Josemaria Escrivá de Balaguer (1902-1975) volle trasferire nell’Opus Dei, un’unità organica di sacerdoti e laici, uomini e donne, da lui fondata nel 1928. L’Opera di Dio – questo il significato della frase latina “opus Dei”, oggi un’importante realtà della Chiesa Cattolica – è dal 1982 una prelatura personale, cioè una peculiare figura giuridica prevista dal diritto canonico conferita ad essa da Giovanni Paolo.

L’Opus Dei è diffusa in 61 paesi, annovera 85.000 membri, per la stragrande maggioranza laici (98%), sposati o che si sono impegnati al celibato. Dopo la sua morte, il culto di Josemaría si è diffuso in tutto il mondo, soprattutto per le guarigioni miracolose avvenute per sua intercessione. Dai cinque continenti arrivarono a Giovanni Paolo II numerosissime lettere da cardinali (69), vescovi (1300), e tanti fedeli, che ne chiedevano l’apertura della causa di beatificazione, avviata nel 1981 e conclusa con la beatificazione del 1992, a cui parteciparono oltre 300.000 fedeli.

Nel Santuario di San Salvatore in Lauro è conservata una reliquia ex corporis (una parte del corpo) di San Josemaría Escrivà, che i suoi devoti possono venerare come atto di devozione.